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“Carne Sprecata” di GioPizzi – Analisi

Una cosa che accomuna tutte le recensioni di Carne Sprecata di Giovanni Pizzigoni (GioPizzi) su Amazon è la loro brevità.

Lo spazio messo a disposizione su una piattaforma di vendita di questo tipo è ridotto, per questo ho sempre preferito palesare la mia opinione su YouTube o su un blog personale.

Perché riassumere il tutto in poche parole quando posso perdere ben cinque minuti in una lunga e tediosa introduzione?

Ecco quindi la mia personale analisi, riportando in forma testuale quanto già detto nel video che trovi qui sopra e rispondendo ad alcune osservazioni che mi sono state fatte nei commenti.

 

Cosa è Carne Sprecata?

 

Con le sue effettive 364 pagine di narrazione, Carne Sprecata è un romanzo fantapolitico di Giovanni Pizzigoni, già famoso sul Tubo con lo pseudonimo Giopizzi.

Il libro presenta una duplice narrazione: quasi tutti i capitoli, infatti, si alternano tra i due protagonisti del romanzo, Brian e Sara.

Brian vive negli Stati Uniti di fine anni ’80 e si ritrova suo malgrado coinvolto nel violento clima politico del tempo, con tutte le sue contraddizioni e tentazioni, nel tentativo di fare la differenza. Sara, vent’anni dopo, cerca di sopravvivere in un’America devastata da una guerra civile e un’epidemia che ne ha stravolto gli abitanti e ha reso ancora più difficile la sopravvivenza.

Le due storie sono chiaramente collegate tra di loro, come due strade separate che si incontrano in alcuni crocevia per poi riprendere ognuna il proprio percorso.

Non abbiamo quindi una storia che funge da cornice all’altra, come nel caso de Il Miglio Verde di Stephen King.

 

Leggere Carne Sprecata

 

Chiunque mi abbia seguito nel mio percorso di lettura, sa che mi ci sono voluti quasi tre mesi per completare il romanzo di GioPizzi. Mentre parte di questo ritardo è sicuramente stato causato da impegni personali (lavoro e dieta sono stati pessimi alleati, in questo senso, sicuramente non posso privare il romanzo di una parte di colpa.

La politica in Carne Sprecata è un fattore molto presente, in particolare nella storia di Brian, nella quale assume connotati estremamente pesanti per i lettori meno avvezzi all’argomento.

Se da una parte è comprensibile, poiché si parla di personaggi coinvolti direttamente nella politica, nei giochi di potere e nei comizi pubblici, dall’altra parte non ho potuto fare a meno di notare momenti di… “supercazzole in politichese”. 

Lunghi periodi in cui al lettore vengono fornite tremila informazioni sulla situazione politica senza fare alcuno sforzo per renderle meno tediose. Naturalmente per una persona appassionata all’argomento, la lettura potrebbe risultare meno pesante. Ma per il lettore medio, purtroppo non è così.

Pesante: questa è la definizione che ho dato alla politica all’interno del romanzo e uno dei miei spettatori, Amedeo Pitzoi, ha interpretato questo mio aggettivo come “noioso”, ma personalmente credo che ci sia una profonda differenza.

La noia è una sensazione provata quando il lettore si sente estraniato dalla vicenda, a causa della forma o del contenuto, e per questo si ritrova a “sbadigliare” durante la lettura.

La pesantezza nasce quando l’interesse è ancora forte nei confronti dell’opera ma la forma tende a rallentare la lettura, portandoti a “espirare” per la stanchezza più volte in una pagina (o a stropicciarti gli occhi, tanto per dare un’immagine).

Quindi sì: la politica in Carne Sprecata è pesante, ma non noiosa grazie all’interessante evoluzione caratteriale del personaggio di Brian e le sue relazioni con gli altri personaggi.

 

Le Recensioni di Carne Sprecata

 

Chi segue la mia attività su YouTube sa benissimo che tento di arrivare alla lettura di un’opera sapendo il meno possibile su di essa e sull’autore, per non avere né aspettative né pregiudizi.

Ma anche evitando le recensioni di Carne Sprecata su Amazon, non ho potuto fare a meno di leggere un paio di commenti lasciati sotto la mia storia su Instagram in cui annunciavo l’inizio della lettura.

Questi due commenti andavano a criticare altrettanti aspetti del romanzo, ovvero:

  • La presenza di scene di sesso definite “imbarazzanti”
  • La presenza di numerosi refusi tra le pagine del libro

Proprio per la presenza di queste opinioni, ho affrontato entrambi gli argomenti nel mio video e anche questo ha suscitato una discussione.

Nel video, infatti, ho detto che:

  • Per quanto riguarda i refusi, ho anche io ne avevo notati alcuni. Tra questi accenti sbagliati, frasi spezzate, incoerenze tra una pagina e l’altra (in una pagina viene detto che Sara sorride e in quella dopo che sorride per la prima volta). Nonostante questi, durante la lettura ne ho contati relativamente pochi e per questo non hanno avuto un impatto enorme sul mio giudizio.
Refuso di Carne Sprecata
Il nome Sara prende un accento in uno dei refusi di Carne Sprecata
  • Per quanto riguarda le scene di sesso, considerato il commento che avevo avuto modo di leggere, mi aspettavo di ritrovarmi davanti una qualche forma di letteratura erotica di bassa lega. Personalmente ho trovato il sesso appena accennato all’interno dell’opera, diviso tra fantasie e ricordi, per questo non credo abbia un enorme impatto sulla qualità della lettura finale.

Ma il nostro caro Amedeo, già intervenuto in precedenza, non si è dimostrato d’accordo in nessuno dei due casi, il che mi dà un’ulteriore occasione di approfondimento.

Molto spesso i miei spettatori confondono il mio tentativo di comprensione con un tentativo di giustificazione. Di solito, infatti, di fronte a un problema come la presenza di refusi o scene di sesso non illustrate in modo ideale, mi fermo e cerco di comprendere le cause che hanno portato a un dato errore.

Questo non per dargli una giustificazione, ma per comprendere meglio il processo dietro alla creazione di un’opera.

 

I refusi di Carne Sprecata

 

Cominciamo quindi con i refusi: Carne Sprecata è uscito il 16 dicembre del 2020. Una data fortunata per le vendite poiché ha potuto sfruttare il periodo natalizio per un boost (sebbene sarebbe stato meglio uscire ancora prima). Per questo, molti lettori, hanno accostato la presenza di refusi con la fortuita data di uscita, ipotizzando un’accelerazione del processo di pubblicazione.

Che sia questa la causa, o che sia da imputare a un editor maldestro o addirittura assente (come in alcuni casi), è molto facile che si trovino refusi nella prima edizione di un romanzo.

Dovrebbero esserci? No. Ma nella mia esperienza non è affatto raro trovarne. Per questo motivo, finché questi non sono presenti in un numero tale da rovinare la lettura, tendo a passarci sopra. E, nella mia esperienza, i refusi di questo romanzo erano comunque meno di quanto mi aspettassi dalle prime critiche.

 

Le scene piccanti

 

Arriviamo quindi al momento “hot” della recensione. Come ho detto nel video, definire “imbarazzanti” le scene di sesso credo che sia un termine forte, e so di cosa parlo.

Pochissime persone sanno, infatti, che uno dei primissimi lavori che ho ricevuto nel campo del copywriting (scrittura tecnica/pubblicitaria che svolgo ormai da anni) è stato quello di scrivere degli ebook di letteratura erotica.

Per svolgere questo tipo di lavoro ho dovuto quindi documentarmi, leggendo il peggio e il meglio che questo mondo potesse offrire. 

Detto questo, Carne Sprecata è un fulgido esempio di letteratura erotica? No, ma non vuole neanche esserlo.

L’impressione che dà l’autore, il buon vecchio GioPizzi, è quella di voler camuffare queste scene, velocizzandole e utilizzando un vocabolario aulico. Il tentativo, forse inconsapevole, è quello di rendere meno offensivo l’argomento per una fetta di lettori più sensibili, ma talvolta dà l’impressione di essere un ragazzo che si affretta a cambiare canale mentre guarda Game Of Thrones con i genitori.

Personalmente non ho trovato la descrizione delle scene tremenda, ma rudimentale da parte di un autore che non ha maturato esperienza con quel tipo di scrittura.

Inoltre all’interno di Carne Sprecata viene descritta una scena che mostra un rapporto “non convenzionale”, quindi il sospetto che possa essere stato recepito nel modo sbagliato rimane.

 

I VERI problemi del romanzo

 

Lasciando da parte le recensioni di sconosciuti, arriviamo a parlare dei due problemi che ho personalmente individuato durante la lettura del romanzo. 

Il primo è “l’italianità” dell’autore. Citando il Stanis di Boris: “Te lo posso dire? Sei molto italiano, GioPizzi”.

Capita molto spesso, soprattutto agli scrittori che si cimentano per la prima volta nella scrittura di un romanzo ambientato in una nazione diversa dalla propria, di commettere degli errori nella rappresentazione di una realtà così lontana.

Un errore che vedo molto spesso, ad esempio, è quello di descrivere la società basandosi solamente sui film che ha visto (come l’America con Hollywood) o sui fumetti che ha letto (come il Giappone con i manga).

Non è quello che accade con Carne Sprecata, ma la nazionalità di GioPizzi trasuda comunque attraverso le pagine del suo romanzo, con i protagonisti che assumo atteggiamenti tipici del Bel Paese nonostante americani.

Un esempio concreto è la presenza di bestemmie: nonostante queste non vengano enunciate per rispetto nei confronti del lettore, vengono comunque descritte minuziosamente, andando a indicare verso chi era riferita l’ingiuria.

Talvolta il buon Gesù, talvolta la Madonna, una precisazione che ci suona tanto vicina in quanto manifestazione della cultura italiana (in particolare veneta e toscana), ma che stona in un’ambientazione americana.

Il concetto di blasfemia non è infatti sconosciuto in questa realtà, ma è ben lontano dalla bestemmia italiana. Non sentirai gli Americani, in genere, gridare ingiurie contro le divinità o contro i santi, ma pronunciare un ben più laconico “Goddamit!” o varie parolacce legate alla sfera sessuale.

Vedere imprecazioni di questo tipo, unite alla gesticolazione tipica italiana, sono un errore comprensibile ma comunque condannabile. Sarebbe stato chiaramente diverso se questi comportamenti fossero stati contestualizzati.

 

Il flusso di coscienza

 

Il secondo problema di Carne Sprecata è l’utilizzo del flusso di coscienza: l’autore fa la deliberata scelta di trasformare ogni parte introspettiva dell’opera (pensieri, ricordi, sensazioni) in un flusso di coscienza.

Durante questi flussi, la narrazione subisce un brusco cambiamento:

  • La terza persona viene spesso sostituita con la prima.
  • Il passato viene spesso sostituito con il presente.
  • Non sono presenti segni di punteggiatura come le virgolette nei discorsi diretti.

Se questa scelta deve essere rispettata e funziona in determinati casi (come in uno degli ultimi capitoli espresso completamente nella forma di un flusso di coscienza), purtroppo penalizza molto la qualità della lettura.

L’autore talvolta dimentica le sue stesse regole, facendo iniziare un periodo introspettivo al passato per poi passare bruscamente al presente. Il passaggio repentino da una narrazione di taglio classico al flusso (talvolta anche più volte nello stesso capitolo) rende il tutto più legnoso e difficile da seguire.

In genere non è consigliabile cambiare tempo verbale passando dal passato al presente e quando questo viene fatto, è meglio giustificarlo con un espediente narrativo, come ad esempio la lettura di una lettera o un diario.

 

Dovresti leggere Carne Sprecata?

 

Due ostacoli, quindi, che purtroppo si sentono durante l’intera lettura del romanzo ma che non mi hanno impedito di dargli una valutazione complessiva più che positiva.

Refusi a parte (come una frase che doveva essere alla fine del capitolo precedente e  che appare all’inizio di quello dopo), atteggiamenti italo-americani e flussi di coscienza, il romanzo è stata una piacevole scoperta per me.

La storia è interessante, i personaggi (quei pochi che vengono approfonditi) sono belli da scoprire ed vedere la loro evoluzione e i punti di congiunzione tra la storia di  Brian e Sara mi hanno fatto riscoprire il piacere per la lettura che si era assopito dopo aver letto tante opere scadenti negli ultimi mesi.

Quindi sì, suggerisco sicuramente di leggere quest’opera e di farti una tua opinione. Puoi trovare il link ad Amazon cliccando sull’immagine qui sotto (sì, è un link affiliato):

 

Carne Sprecata di GioPizzi
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E ti aspetto domani con un prossimo articolo, per il momento ti invito a lasciare un parere in forma di commento qua sotto e a leggere gli altri articoli e racconti che trovi nel Blog ^^

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